Calendario Biodinamico 2019

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La cultura materialista che caratterizza la nostra epoca ha contribuito a distogliere l’attenzione dalle dinamiche celesti e dall’influenza che queste possono manifestare sul vivente (dinamiche celesti che, a volte, sono state relegate a mera superstizione). Il movimento degli astri viene studiato e concepito come qualcosa di lontano e separato dalla vita sulla Terra, senza tenere nella giusta considerazione gli effetti che questi astri possono avere sul vivente. Questo perché l’iper-razionalismo dominante tende a semplificare e banalizzare quella complessità che contraddistingue la vita nel suo insieme. Dunque non si ritiene che una determinata posizione della Luna, o di altri corpi celesti, possa influenzare e avere delle conseguenze sulla natura.

Eppure il motore e la causa prima della vita sulla Terra è proprio una stella, dalla quale dipende l’attività di tutti gli organismi viventi. Questa stella è la fonte primaria e più importante di energia sulla Terra. Dal Sole dipende ogni forma organica.

Il nostro Pianeta è costantemente esposto all’azione del Sole e di altri raggi cosmici (si tratta di particelle energetiche studiate a livello scientifico che hanno origine nello spazio) la cui rilevanza è innegabile.

Nella luce solare, e più in generale nei raggi cosmici, sono contenuti energia, informazioni e forze che vengono condensate ed elaborate dal Regno Vegetale, il quale rappresenta l’unica fabbrica di nuova sostanza sulla Terra. Grazie al rapporto particolare che lega vegetali e luce solare (fotosintesi) può manifestarsi la vita nel suo insieme.

Maria Thun (1922-2012) studiosa, ricercatrice e coltivatrice biodinamica nel corso della sua attività pluridecennale svolta in Germania ha raccolto ed elaborato dati e informazioni utili a definire una correlazione diretta tra posizione dei pianeti e loro influenza sulla pratica agricola. Questa attività di studio e ricerca da parte sua è frutto di un approccio aperto e libero da pregiudizi (e dunque veramente scientifico). Ma soprattutto è frutto di una visione unitaria e integrata.

Sulla base della collocazione dei vari astri e dei loro movimenti (anche in relazione alle costellazioni) viene generato un “campo” che sarà plasmato da forze sottili in grado di influenzare i vegetali sulla Terra. In un dato luogo e in un preciso momento vi sarà un certo campo in grado di influire sulle operazioni agronomiche come semina, trapianto, lavorazione del suolo, raccolta etc.

L’influenza di questi corpi celesti (Sole e Luna in primis), e dunque l’utilità del calendario, sarà tanto maggiore e incisiva quanto più saranno vitali e sani il terreno e le piante. Mentre un terreno privo di vitalità e degradato faticherà a ricevere questo tipo di impulsi, alla pari di una persona che sia ottusa e sorda e che, per questo motivo, non possa beneficiare del suono di una melodia perché non in grado di accoglierla.

Gli Antichi avevano una grande considerazione per i fenomeni celesti; si può ritrovare traccia di questa considerazione anche in alcuni vocaboli (origine del linguaggio). Uno di questi termini, ad esempio, può essere la parola “disastro” che sta ad indicare un evento che si discosta e si dissocia dall’ordine dettato dagli astri (dis-astro). Un evento che non si svolge in linea e sintonia con l’ordinamento celeste (astri), da cui scaturisce sciagura e avversità.

Per gli Antichi i pianeti e le costellazioni erano espressione di forze archetipiche; la vita non era intesa come un evento casuale, bensì come il frutto di princìpi, forme e modelli che ritroviamo anche nei quattro elementi aristotelici la cui manifestazione è visibile nei 4 organi principali della pianta (radice/terra, foglia/acqua, fiore/aria, frutto/fuoco). Si tratta di modelli tramite i quali viene plasmato il vivente. Anche le principali festività traggono la loro origine dai movimenti celesti (equinozi, solstizi, lunazioni). Il ciclo annuale è lo specchio di ritmi cosmici dei quali si è smarrita traccia e consapevolezza. Dai quali, purtroppo, ci siamo scollegati.

La celebrazione delle varie festività, soprattutto in epoche passate, aveva lo scopo di collegare l’interiorità umana ai ritmi naturali perché l’uomo non fosse estraneo e spettatore inconsapevole di ciò che gli accadeva intorno, e perché vi fosse un punto di contatto tra Microcosmo e Macrocosmo. Festa necessaria a scandire il calendario esistenziale e, al tempo stesso, necessaria a celebrare e riconoscere gli eventi cosmici. Festa come deposito di valori.

Al di là di questi aspetti risulta innegabile che vi possa essere un’influenza costante operata dal cosmo nei confronti della Terra (cosmo, dal greco kòsmos, il cui significato indica ordine, armonia, eleganza).

Nel calendario biodinamico viene presa in considerazione la posizione astronomica di pianeti e costellazioni. Dunque non si tratta di astrologia, bensì di astronomia per uso agricolo. In questo calendario Paolo Pistis ed Elena Zaramella, che ringraziamo, elaborano dati e informazioni sviluppate per il territorio nazionale al fine di integrare e sostenere il quotidiano lavoro nei campi, come ulteriore contributo per l’agricoltura biodinamica.

(Disponibile presso Fondazione Le Madri:  https://www.fondazionelemadri.it/wp/le-nostre-attivita/la-casa-editrice/)

2019-01-28T09:50:59+00:0028 gennaio, 2019|Tags: , , |